• mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
  • mollaundente
NEWS
Olimpiadi Londra 2012 - MTB »   Programma e calendario del Ciclismo Mountain Bike MTB a Londra 2012:   11 Agosto 2012: 12.30-...
Calendario gare MTB 2012 UDACE » Calendario gare MTB 2102 UDACE
5/2/2012 - Noto, IV Memorial Salvatore e Francesco... » IV Memorial Salvatore e Francesco Bonfanti - Noto, 5/2/2012
4/3/12 - MOBILITA' LENTA: LA FERROVIA DI MONTAGNA ... » 4/3/12 - MOBILITA' LENTA: LA FERROVIA DI MONTAGNA DELLA PROVINCIA DI ENNA In occasione ...
Calendari Gare MTB 2012 FCI "Coppa Sicilia" »   Calendario gare MTB stagione agonistica 2012 FCI “Coppa Sicilia”
18 Marzo 2012 – Ciclo-Doc, Treno-Doc »       18 Marzo 2012 – Ciclo-Doc, Treno-Doc   Itimed, Coordinamento Palermo Ciclabile-Fiab e ...
26/2/12 - 1^ Trofeo Autotrasporti Galletta »
19/2/12 - 1^ Trofeo del Carnevale Città di Falcone »
Italian - ItalyEnglish (United Kingdom)Čeština (Česká republika)Slovenčina (Slovenská republika)
mtb_028.jpg

Meteo

CloudyCloudy (48oF • 9oC)
Humidity: 87%
Wind: N at 0 mph

< Marec 2009 >
Po Ut St Š Pi So Ne
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          

Pon

16

Mar

2009

Ammortizzatori PDF Tlačiť E-mail
Napísal Stefo   
There are no translations available.

La forcella ammortizzata e l'ammortizzatore posteriore permettono di assorbire un urto trasferendo l'impatto dell'ostacolo sulla bicicletta ad un elemento elastico che dopo la deformazione tende a ritornare nelle condizioni di partenza. Gli elementi elastici utilizzati negli ammortizzatori sono caratterizzati da una curva di compressione, che può essere lineare, progressiva, o mista. L'unico metodo per variare l'efficienza della nostra forcella è quello di sostituire parte o tutto l'elemento elastico. I più diffusi elementi elastici utilizzati nelle forcelle per MTB sono l'aria, gli elastomeri e le molle in metallo. Un'altra caratteristica, ma delle forcelle e non degli elementi elastici al suo interno, è il carico di stacco cioè la forza minima per far lavorare la forcella. Questa caratteristica dipende dall'entità degli attriti generati all'interno della forcella dalle boccole, dalle tenute e dalle guarnizioni varie. In pratica maggiore è il carico di stacco e meno efficiente sarà l'efficienza della forcella ad assorbire piccoli urti.

ARIA: come tutti i gas, è facilmente comprimibile, "leggera", e presenta una curva di compressione tipicamente progressiva, che aiuta ad evitare il fondo corsa soprattutto con escursioni limitate. Sembrerebbe un elemento ideale, ma presenta due svantaggi: è molto sensibile alla temperatura esterna, che varia quindi la durezza della forcella, e le guarnizioni utilizzate per mantenerla ad alte pressioni nella forcella creano un'elevato "carico di stacco", cioè un grande attrito iniziale che penalizza 1'assorbimento dei piccoli urti. Nelle forcelle di ultima generazione tale carico di stacco elevato viene compensato con molle negative, ovvero molle che tendono a comprimere la forcella, migliorando così la sensibilità.

ELASTOMERO: introdotto per la prima volta dalla Manitou, è un elemento elastico leggero, moderatamente progressivo, meno sensibile alle variazioni di temperatura dell'aria. Presenta due unici inconvenienti: frequente disomogeneità nella produzione, per cui elastomeri anche di una stessa casa dichiarati di uguale costante elastica, in realtà hanno durezze differenti, e il degrado che lo porta velocemente a perdere le proprie proprietà elastiche.

MOLLE: trascurate in passato perché pesanti, erano presenti solo in forcelle di bassa gamma, o disponibili come kit prodotti da alcune case specializzate che poi vendevano a prezzi elevati. Al giorno d'oggi sono utilizzate da sole o in accoppiata con molle o aria. Sono gli elementi più pesanti, ma sono praticamente insensibili alle variazioni di temperatura nelle condizioni di utilizzo della bici, hanno una curva di compressione lineare (se hanno filo continuo), sono praticamente indistruttibili e prive di manutenzione.

In aggiunta all'elemento elastico, alcune forcelle più sofisticate presentano un dispositivo che frena il riestendersi dell'elemento elastico, cioè il ritorno della forcella, costringendo un fluido (aria od olio) a filtrare in passaggi forzati. La cartuccia ad olio è il sistema più diffuso, ma sono presenti anche dispositivi a bagno d'olio e ammortizzatori pneumatici. La presenza di una cartuccia idraulica comporta altri due effetti: un aumento del carico di stacco, derivato dall'attrito generato dalle tenute della cartuccia, e una variazione della compressione della forcella dipendente dalla velocità. La resistenza dell'olio nel passare attraverso la cartuccia varia infatti con la velocità di compressione per cui ad un urto maggiore corrisponde resistenza maggiore e un indurimento della forcella: ciò aiuta in forcelle con curva di compressione poco progressiva ad ostacolare un facile raggiungimento del fondo corsa. Cambiando tipo di olio, cambia la sua viscosità e quindi la velocità di ritorno.

Per variare la taratura di una forcella la maggior parte delle forcelle offre due sistemi: sostituzione parziale o totale dell'elemento elastico, precarico dell'elemento, e alcune, in caso di ammortizzatori per il ritorno, anche variazione della densità dell'olio o regolazione della velocità di ritorno tramite un pomello che varia le dimensioni dei fori di passaggio dell'olio. Precaricare un elemento elastico significa pre-deformarlo, nel nostro caso pre-comprimerlo di una certa lunghezza con la forcella a riposo, in modo che quando inizia la compressione della forcella, avremo un carico di stacco più elevato e sfrutteremo una porzione più avanzata della curva di compressione. In sistemi lineari la precarica comporta solo 1'aumento del carico di stacco, che penalizza l'assorbimento dei piccoli urti ma diminuisce l'effetto di beccheggio della bici in fase di pedalata, mentre in sistemi progressivi la precarica comporta un'indurimento di tutta la corsa, in quanto andremo a sfruttare una parte più avanzata, inclinata maggiormente verso l'alto, quindi più dura, della curva di compressione. Un ultimo cenno sulla taratura.

 

Pridať komentár


Bezpečnostný kód
Obnoviť